
Autore: Federico Ferro
Data di pubblicazione: 20 dicembre 2025
MINUSVALENZE DEL 2021: ULTIMI GIORNI PER POTERLE RECUPERARE
Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, per molti investitori si apre una fase decisiva sul piano fiscale.
Infatti le minusvalenze maturate quattro anni fa, se non utilizzate entro il 31 dicembre, si perdono definitivamente.
Le ultime settimane dell’anno rappresentano quindi l’ultima finestra utile per verificare la propria posizione e valutare eventuali strategie coerenti con il portafoglio e con gli obiettivi finanziari.
Cosa sono le minusvalenze e quando scadono
Generalmente, una minusvalenza si genera quando uno strumento finanziario viene venduto a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto.
In regime amministrato:
- le minusvalenze possono essere compensate entro il quarto anno successivo a quello di realizzo
- allo scadere del termine, non sono più utilizzabili
Esempio: minusvalenza realizzata nel 2021 → utilizzabile fino al 31 dicembre 2025
Oltre questa data, il beneficio fiscale va perso.
Con quali strumenti si possono compensare
Non tutte le plusvalenze sono compensabili con le minusvalenze. È un punto spesso sottovalutato.
Le minusvalenze possono essere utilizzate per compensare plusvalenze da “redditi diversi”, tra cui:
- azioni
- obbligazioni (vendute con plusvalenza)
- ETF non armonizzati
- certificati
- covered warrant
- ETC / ETN
Non possono invece essere compensate con:
- fondi comuni
- SICAV
- ETF armonizzati
Questi strumenti generano redditi di capitale, che non sono compensabili con le minusvalenze.
Perché è importante intervenire ora
A ridosso della chiusura dell’anno, il fattore tempo diventa determinante.
Rimandare significa, nella maggior parte dei casi, rinunciare definitivamente al beneficio fiscale.Una verifica anche negli ultimi giorni disponibili può:
- evitare che minusvalenze in scadenza vadano perse
- consentire valutazioni mirate e coerenti
- prevenire decisioni affrettate prese all’ultimo momento
Idee operative per utilizzare le minusvalenze (con buon senso)
Vendere strumenti in plusvalenza entro l’anno
Se nel portafoglio sono presenti titoli azionari o obbligazionari che mostrano una plusvalenza, la vendita entro il 31 dicembre consente di:
- realizzare il guadagno
- compensarlo con le minusvalenze in scadenza
- ridurre o azzerare l’imposta sulle plusvalenze (26% oppure 12,5% per i titoli di Stato e assimilati)
Si può vendere entro l’anno e riacquistare a inizio anno?
È una delle domande più frequenti. In Italia non esiste una regola di “wash sale” rigida come in altri Paesi.
Quindi è tecnicamente possibile:
- vendere un titolo entro fine anno
- realizzare la plusvalenza
- riacquistarlo a inizio anno
Tuttavia:
- l’operazione deve avere coerenza economica
- va considerato il rischio di mercato nel periodo tra vendita e riacquisto
- non deve configurare comportamenti artificiosi o meramente elusivi
In sintesi: è una possibilità, ma va valutata con attenzione e inserita in una strategia complessiva.
Strumenti e modalità di gestione fiscalmente efficienti
Alcune soluzioni di investimento consentono una gestione più strutturata delle minusvalenze perché generano redditi diversi e permettono una maggiore flessibilità nella pianificazione fiscale.
In questo contesto, anche le gestioni patrimoniali in regime di risparmio amministrato possono rappresentare una modalità operativa che facilita:
- il monitoraggio continuo delle minusvalenze
- la compensazione automatica delle plusvalenze realizzate
- una gestione più ordinata degli aspetti fiscali nel tempo
In presenza di minusvalenze in scadenza, vengono talvolta valutati anche strumenti come i certificates con maxi cedola, che generano redditi diversi e possono consentire una compensazione fiscale immediata.
Si tratta tuttavia di strumenti strutturati, che presentano caratteristiche specifiche in termini di:
- rischio dell’emittente
- andamento del sottostante
- durata e condizioni di rimborso
Per questo motivo, il loro utilizzo va sempre contestualizzato all’interno del portafoglio complessivo, evitando approcci puramente fiscali o operazioni forzate di fine anno.
Cosa evitare nelle ultime settimane dell’anno
Forzare operazioni solo per “recuperare tasse”
Alterare l’equilibrio del portafoglio
Esporsi a rischi non coerenti con il proprio profilo
Ignorare costi, spread e volatilità
La fiscalità è importante, ma non deve mai diventare l’unico criterio decisionale.
Pianificazione prima di tutto
Le minusvalenze non si gestiscono bene all’ultimo minuto, ma si pianificano nel tempo.
Quando questo non è stato possibile, le ultime settimane dell’anno rappresentano comunque un’ultima occasione per fare una verifica consapevole. L’obiettivo non è fare operazioni speculative, ma gestire in modo efficiente ciò che già esiste nel portafoglio.
E tu?
Hai verificato se nel tuo cassetto fiscale sono presenti minusvalenze in scadenza quest’anno?
Con la fine dell’anno ormai prossima, il tempo per intervenire è limitato.
Una verifica anche negli ultimi giorni disponibili può evitare che opportunità fiscali legittime vadano perse e consentire una valutazione coerente con la propria strategia di investimento.
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